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Archivio Settembre 2006

Xenia & Brigitte

di Davide Fogliada (28/09/2006 - 13:27)

Dopo aver seguito le elezioni di Miss Svizzera 2006 in TV, dopo aver letto alcuni atricoli e sopratutto dopo aver visto molte  fotografie e immagini da mozzafiato ho forse capito perchè Xenia Tchoumitcheva è così "speciale". Oggi il Sex symbol icona del cinema francese anni '60 Brigitte Bardot compie 72 anni. Confrontando alcune foto, sopratutto quella del "broncio" che viene bene a tutte e due si notano molte similitudini...

Bregaglia: "Che si fa?!?"

di Davide Fogliada (19/09/2006 - 10:15)

Intervista di Silvia Rutgliano con Marco Giacometti - tratta dall'articolo pubblicato sul portalebregaglia e mirata ad una tua partecipazione al forum in questione.

Una serata di scambio di opinioni si è svolta a Castasegna venerdì 8 settembre sul tema «Grandi nomi in una piccola valle. Come incontra la Bregaglia la fama dei suoi artisti?». Lo spunto è venuto dal lavoro di Tina Mott, una giovane architetta che nel suo lavoro di diploma alla Scuola superiore di Vaduz (Liechtenstein) ha progettato uno spazio, a Stampa, dedicato ad Alberto Giacometti: il suo lavoro è stato esposto nell'atelier, aperto per l'occasione per alcune ore nelle due settimane precedenti. Lei stessa ha dichiarato che occupandosi della relazione dell'artista con il suo paese natale le è venuto il desiderio di confrontarsi su questo tema con gli abitanti della Bregaglia. Alla serata nella Villa Garbald hanno partecipato Marco Giacometti, Patrizia Guggenheim, Dieter Jüngling (il docente di Tina Mott), Armando Ruinelli e Beat Stutzer (direttore del Museo cantonale), e un po' di pubblico. Abbiamo rivolto a Marco Giacometti, presidente del Comune di Stampa, alcune domande.

Come è stato il dibattito?

Interessante. Sono state fatte delle considerazioni anche provocatorie e sono emerse parecchie idee. Per esempio è stato detto che in Bregaglia abbiamo più artisti, e diversi, e questa è un'opportunità, in quanto oggi è difficile gestire musei con singoli artisti. Qui si potrebbe fare qualcosa di molto variato e unico.

Allora non si è parlato soltanto di Alberto Giacometti?

Esatto. Si è parlato di lui, in quanto tema centrale del lavoro di Tina Mott, ma si è subito esteso il discorso a tutta la famiglia degli artisti Giacometti e anche ad altri, come Varlin e Segantini. Va riconosciuto che Alberto Giacometti è l'incontestato grande nome bregagliotto da sempre. Il mondo conosce Stampa grazie ad Alberto.

La costruzione progettata da Tina Mott a Stampa sarà realizzata?

La cosa non è neanche in discussione: si tratta di un lavoro di diploma, non di un progetto frutto di un concorso indetto dall'ente pubblico. Armando Ruinelli, architetto e coordinatore della serata alla Villa Garbald, è dell'avviso che un edificio potrebbe subentrare semmai alla fine di una discussione integrale. Qualcuno ha suggerito di procedere a piccoli passi, iniziando con un sentiero Giacometti e poi, se è il caso, pensare a un museo o a un centro culturale. Secondo Hans-Christoph von Imhoff di Vicosoprano «l'esigenza di un museo deve essere creata, costruita». E' stato ad esempio proposto di utilizzare edifici già esistenti, come i progetti realizzati dall'architetto Bruno Giacometti.

Che cosa si potrebbe fare in Val Bregaglia per valorizzare gli artisti che vi sono nati o che vi hanno passato periodi significativi della loro vita?

Presentare al pubblico, in modo accattivante, il luogo d'origine e di attività dei personaggi bregagliotti sotto gli aspetti della storia, della geografia e degli ambiti sociali ed economici. Spiegare in quale ambiente siano cresciuti gli artisti, cosa la Bregaglia e in particolare Stampa abbia dato loro. E naturalmente presentare opere, oggetti e documenti importanti legati alla loro vita. Tutto questo potrebbe essere realizzato grazie ad una rete di spazi e strutture come sentieri didattici, centri culturali, musei. Di primaria importanza è però il fatto che qualsiasi cosa si voglia fare sia di alto livello di contenuti e di struttura. Il nome Giacometti impegna. Le aspettative da parte del pubblico e dei visitatori sarebbero grandi.

Perché parlare di un nuovo museo in Valle? Non abbiamo già la Ciäsa Granda e il Museo dell'arte grigione a Coira?

Dieter Jüngling alla Villa Garbald ha effettivamente chiesto se la Bregaglia è in grado di sopportare un centro dedicato ai grandi artisti. Incontriamo però spesso persone venute da altri Paesi apposta per scoprire il villaggio natale dei Giacometti, di Alberto in particolare. Ma queste persone hanno difficoltà a trovare i siti, le informazioni desiderate. C'è a nostro modo di vedere una richiesta molto forte di imparare di più, di confrontarsi con la storia, la vita e l'opera degli artisti. La Ciäsa Granda non è in grado di colmare tutte le aspettative, soprattutto per motivi di spazio. E il Museo dell'arte grigione a Coira è distante e non focalizza sugli artisti bregagliotti, anche se si serve di loro per presentare il patrimonio culturale grigionese. Arnoldo Giacometti è stato chiaro: «Noi bregagliotti abbiamo il diritto di fare qualcosa!» E Beat Stutzer, direttore del Museo di Coira, ci ha fatto coraggio dicendo che non necessariamente ci debba essere un solo Museo grigione ubicato nella capitale. Lo spazio è limitato anche a Coira, e in una struttura decentralizzata potrebbero venir presentate opere che oggi aspettano tempi migliori nelle cantine del Museo. Grazie all'iniziativa di Tina Mott in Bregaglia è iniziata una discussione che forse porterà a un progetto questa volta davvero concreto.

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"Ho visto il progetto di Tina Mott nell'Atelier di Alberto ed ho pure partecipato alla discussione al Roccolo a Castasegna. Devo dire che qualcosa da fare c'è, senz'ombra di dubbio!" Invece tu cosa ne pensi? Bisogna fare qualcosa a questo proposito in valle? Siamo in grado di sopportare un simile progetto? Ne siamo sostanzialmente all'altezza? Partecipa al Forum del Portalebregaglia creato appositamente!

Revisione della legge sulla caccia: sì o no? Facile: sì!

di Davide Fogliada (06/09/2006 - 16:29)

…Di solito comincio ad informarmi sulle diverse votazioni cantonali o federali una settimana prima della votazione vera e propria alle urne. Questa votazione invece mi ha preso veramente sin dall’inizio siccome vivo in una valle fantastica dove si pratica la caccia e anche perchè amo la natura, gli animali ed il loro equilibrio. Il mio interesse per questa votazione è aumentato dopo aver letto nella Südostschweiz che l'avviso della propaganda contro la revisione, raffigurante una femmina di capriolo e piccolo con un mirino sopra, era un fotomontaggio! Così mi sono informato leggendo il maggior numero di articoli sui diversi giornali creando involontariamente una specie di ricerca; una ricerca molto importante perché bisogna far capire a tutti i cittadini di che si tratta veramente. È troppo facile ed anche da codardi puntare a quella parte di popolazione più sensibile e malinformata con un’immagine manipolata raffigurante un povero piccolo in stile “Bambi” che tra parentesi in Novembre è grande quasi quanto la madre!

Dopo aver letto le testimonianze degli esperti (ripeto: esperti) Georg Brosi, Reinhard Schnidrig, Christian Riffel, Jürg Paul Müller come pure quella di Ugo Maurizio ;o) devo dire che anche io voterò di SÌ siccome questa revisione comporta una miriade di punti favorevoli ad un equilibrio naturale più “al naturale” possibile e favorisce pure un maggior abbattimento di capi durante la caccia ordinaria così ammortizzando la caccia speciale. Anche io sono curioso e vorrei sapere i punti veramente negativi di questa revisione sempre che ce ne fossero. Saluti a tutti, Davide Fogliada (non cacciatore)

Tratto dal Forum del Portalebregaglia

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Ciao a tutti! La mia versione dei fatti l'ho scritta nel mio sito e non ritengo opportuno di ricopiarla qui in questo forum siccome vorrei dire due parole sulle "voci" che continuo a sentire e a leggere ovunque:

-  Votando NO la caccia speciale resta!
-  Per principio non darei MAI il mio voto ad un "partito" che utilizza fotomontaggi volutamente falsati per influenzare le persone sensibili e malinformate. Al massimo dò scheda bianca!
-  La decisione di uccidere un capriolo la prende il cacciatore e mica un votante. Conosco cacciatori che pur vedendo un capriolo cacciabile non lo abbattono.
-  Infine girano pure voci di ogni genere del tipo "LA NATURA SI REGOLA DA SOLA"... Non mi convince molto questa affermazione paragonata alla nostra situazione. Non è durato tanto il lupo in Bregaglia, quindi pensiamo realisticamente e non filosofiamo. Sono proprio affermazioni completamente fuoriluogo che influenzano le persone contro la caccia, contro le armi etc.

Penso che questi siano i punti più critici che bisognerebbe osservare. Infine aggiungo che ci sarà un motivo se tutti questi esperti, consiglieri e chi più ne ha più ne metta siano daccordo. O sono diventati tutti dei sadisti oppure un voto favorevole è veramente la cosa giusta. Sono pronto approfondire sui punti sopra elencati se fosse necessario e alla correzione di eventuali sbagli visto che non sono un cacciatore.

Chiedo scusa se sono stato un po' duro ma non è leale basarsi su fatti INESISTENTI. Saaaalve!

Tratto dal Forum de il bernina

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Ciao a tutti! Grazie di avermi risposto così tempestivamente! Secondo me ci sono delle similitudini tra le persone che dicono di votare SÌ e quelli che dicono di votare NO. Il punto principale resta che se la revisione passasse quelli che avranno votato di sì raggiungerebbero il loro obbiettivo e se invece non passasse gli sfavorevoli non raggiungerebbero il loro "vero" obbiettivo (CACCIA SPECIALE, PROTEGGERE MAGGIORMENTE IL CAPRIOLO, ANIMALI GRAVIDI E PICCOLI, ETC.), no? Ora senza soffermarmi sui dettagli concludo dicendo che nel commento di Martina Cortesi leggo tanta speranza, buone idee e motivazione. Lei non è l'unica a pensarla così e allora penso che questa revisione sarà la prima di tante altre revisioni visto che c'è tanto interesse nel cambiare il sistema della caccia. Prego quindi i responsabili di far sentire la voce di tutte queste persone anche "più in alto". Come già ha detto Romano Rossi e in riferemento a ciò che ho scritto sopra il modo per comunicare la voglia di cambiare è il voto in bianco e non il no...

Tratto dal Forum de il bernina

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