Violenza
Violenza... Violenza... Violenza... Ma che cos'è la violenza?
"La violenza è un'azione fisica o psichica esercitata da una persona su un'altra (anche se può, nella specificità del termine, includersi l'azione fisica e psichica di un uomo su un animale). Spesso (ma non sempre) la violenza ha lo scopo di indurre nell'altro comportamenti che altrimenti non avrebbe."
Quindi a cosa serve la violenza? A niente, direi! Però la gente l'ultilizza lo stesso pensado così di risolvere i problemi... Guerre, risse, feriti, omicidi e danni fisici, morali o materiali.
Tutto per NIENTE!
Non posso che consigliare a tutti di non praticare la violenza.
Vergogna!
I'm back!
Salve a tutti! Sono tornato dal militare e sono più che motivato per impegnarmi nel mio prossimo studio alla HTW di Coira (architettura - Bau und Gestaltung) e a rappresentare la Gioventù Bregaglia in tutti i campi possibili! Ciaoooooooo
Una riflessione...
Sabato c'è stata la festa dedicata all'Hockey Bregaglia organizzata dalla Gioventù Bregaglia.Bondo col sole tutto l'anno?
Uno specchio per sconfiggere l'ombra di Bondo? Una tendenza in voga: riflettere i raggi del sole sui centri ombrosi. Di Alan Crameri de ilBerninaChi non li conosce, quei paesini "sfortunati" che per un lungo periodo invernale non godono del privilegio degli allietanti, confortevoli e riscaldanti raggi di sole? Le vallate alpine ne presentano diversi, Miralago è l'esempio poschiavino, Bondo quello bregagliotto.
E in questo ultimo, dove abitano circa 200 persone, si prospetta forse una soluzione: l'architetto engadinese Robert Obrist propone un impianto di specchi da porre sull'altro lato della montagna per illuminare la piazza del paese, ne dà notizia la Südostschweiz nell'edizione di lunedì 12 febbraio. Obrist non è un novello degli specchi, l'illuminazione del reparto per gli autopostali alla stazione di Coira - dove sul soffitto sono collocati specchi per illuminare l'intero areale - è infatti un suo progetto realizzato con Richard Brosi.
L'idea è nata già alcuni anni fa, ma le priorità finanziarie sono state altre. Nel frattempo un progetto simile è stato realizzato in Italia, a Viganella; un altro sta nascendo nella cittadina austriaca di Rattenberg.
Interpellato dalla Südostschweiz il sindaco di Bondo Renzo Giovanoli ha confermato un certo interesse per il progetto. Il costo per l'installazione dei 50 metri quadri di specchi non dovrebbe superare il milione di franchi, ma per un preventivo più preciso è necessario uno studio, che malgrado il lavoro volontario messo a disposizione dell'architetto pensionato dovrebbe costare circa 20'000 franchi. E già racimolare questa cifra non è scontato; insomma, il progetto parte in salita.
Ci siamo arrivati anche noi!
STOP col FUMO al Castelmur?
Fumare o non fumare, questo è il problema!
"Ben presto anche nei Grigioni potrebbe essere vietato il fumo in bar, ristoranti, aree scolastiche e impianti sportivi. Questo è quanto prevede il disegno di revisione parziale della legge sull'igiene pubblica, posto in consultazione dal Governo. Il fumo sarà dunque bandito da tutti gli spazi chiusi accessibili al pubblico. Ristoranti e bar potranno eccezionalmente creare locali separati per chi non sapesse o non volesse rinunciare alla propria dose giornaliera di nicotina. Si tratta di un modello già collaudato in Italia."
Dalla tematica attuale e molto „accesa“ tratto da ilbernina le due righe d’introduzione e le seguenti domande.
Quali sono i vantaggi e gli svantaggi, rispettivamente per l'oste e per il cliente?
Giusta tutela della salute dei non fumatori o limitazione delle libertà individuali?
A mio avviso non bisognerebbe neanche discutere se introdurre questa legge. Non bisognerebbe neppure chiedersi se è giusta oppure ingiusta. La risposta a queste domande viene dimostrata dai FATTI.
I vantaggi sono tantissimi naturalmente, ne elenco alcuni per il cliente: aria pulita e respirabile, nessun bruciore agli occhi, i vestiti non puzzeranno di fumo, i polmoni resteranno incontaminati, le bariste vivranno qualche anno in più! (hehe) e per l'oste: tutti i punti elencati prima, diversi risparmi (areazione, imbianchino, rifiuti, pulizie, etc.).
Gli svantaggi non li cito perchè col tempo risulteranno ininfluenti e sopratutto perchè i vantaggi sono più numerosi e più seri.
Sicuramente si tratta di "giusta tutela della salute dei non fumatori" e non di una "limitazione delle libertà individuali". In fondo lo dice la parola stessa "libertà INDIVIDUALE" quindi: "Tu fumatore, INDIVIDUALEMENTE, te ne vai di fuori, a casa tua o da qualche altra parte dove non nuocerai, disturberai o ammazzerai nessuno oltre a te e ti fumi la tua bella sigaretta in santa pace. Amen."
Vi racconto un fatto di questo weekend:
"Venerdì sera sono stato alla Snow Night del Corvatsch a Silvaplana. Dopo aver lasciato Coira mi sono recato a Surlej e poco dopo mi innalzavo sempre più con la teleferica nella direzione dei 3303 m s.l.m. Verso mezzanotte e mezza ho deciso di fare una discesa con gli sci. Che bellezza. Che aria fresca. Che figata. Arrivato quasi in fondo sono entrato nel bar-tenda Hossa cercando i miei amici e devo dirvi che l'impressione del cambiamento dell'aria mi ha scioccato! Che "nebbia" e che puzza! Sono uscito subito esclamendo: -Par stä chilò e manghè füm podea er restè in Bregaia!- Per la croncaca anche un paio di turisti tedeschi se ne sono andati lamentandosi... Convinti i miei amici siamo risaliti e ci siamo fatti un'altra discesa :o) Fine della storia!"
Viva la salute! Viva lo sport! Viva la vita!
Bregaglia: "Che si fa?!?"
Intervista di Silvia Rutgliano con Marco Giacometti - tratta dall'articolo pubblicato sul portalebregaglia e mirata ad una tua partecipazione al forum in questione.
Una serata di scambio di opinioni si è svolta a Castasegna venerdì 8 settembre sul tema «Grandi nomi in una piccola valle. Come incontra la Bregaglia la fama dei suoi artisti?». Lo spunto è venuto dal lavoro di Tina Mott, una giovane architetta che nel suo lavoro di diploma alla Scuola superiore di Vaduz (Liechtenstein) ha progettato uno spazio, a Stampa, dedicato ad Alberto Giacometti: il suo lavoro è stato esposto nell'atelier, aperto per l'occasione per alcune ore nelle due settimane precedenti. Lei stessa ha dichiarato che occupandosi della relazione dell'artista con il suo paese natale le è venuto il desiderio di confrontarsi su questo tema con gli abitanti della Bregaglia. Alla serata nella Villa Garbald hanno partecipato Marco Giacometti, Patrizia Guggenheim, Dieter Jüngling (il docente di Tina Mott), Armando Ruinelli e Beat Stutzer (direttore del Museo cantonale), e un po' di pubblico. Abbiamo rivolto a Marco Giacometti, presidente del Comune di Stampa, alcune domande.
Come è stato il dibattito?
Interessante. Sono state fatte delle considerazioni anche provocatorie e sono emerse parecchie idee. Per esempio è stato detto che in Bregaglia abbiamo più artisti, e diversi, e questa è un'opportunità, in quanto oggi è difficile gestire musei con singoli artisti. Qui si potrebbe fare qualcosa di molto variato e unico.
Allora non si è parlato soltanto di Alberto Giacometti?
Esatto. Si è parlato di lui, in quanto tema centrale del lavoro di Tina Mott, ma si è subito esteso il discorso a tutta la famiglia degli artisti Giacometti e anche ad altri, come Varlin e Segantini. Va riconosciuto che Alberto Giacometti è l'incontestato grande nome bregagliotto da sempre. Il mondo conosce Stampa grazie ad Alberto.
La costruzione progettata da Tina Mott a Stampa sarà realizzata?
La cosa non è neanche in discussione: si tratta di un lavoro di diploma, non di un progetto frutto di un concorso indetto dall'ente pubblico. Armando Ruinelli, architetto e coordinatore della serata alla Villa Garbald, è dell'avviso che un edificio potrebbe subentrare semmai alla fine di una discussione integrale. Qualcuno ha suggerito di procedere a piccoli passi, iniziando con un sentiero Giacometti e poi, se è il caso, pensare a un museo o a un centro culturale. Secondo Hans-Christoph von Imhoff di Vicosoprano «l'esigenza di un museo deve essere creata, costruita». E' stato ad esempio proposto di utilizzare edifici già esistenti, come i progetti realizzati dall'architetto Bruno Giacometti.
Che cosa si potrebbe fare in Val Bregaglia per valorizzare gli artisti che vi sono nati o che vi hanno passato periodi significativi della loro vita?
Presentare al pubblico, in modo accattivante, il luogo d'origine e di attività dei personaggi bregagliotti sotto gli aspetti della storia, della geografia e degli ambiti sociali ed economici. Spiegare in quale ambiente siano cresciuti gli artisti, cosa la Bregaglia e in particolare Stampa abbia dato loro. E naturalmente presentare opere, oggetti e documenti importanti legati alla loro vita. Tutto questo potrebbe essere realizzato grazie ad una rete di spazi e strutture come sentieri didattici, centri culturali, musei. Di primaria importanza è però il fatto che qualsiasi cosa si voglia fare sia di alto livello di contenuti e di struttura. Il nome Giacometti impegna. Le aspettative da parte del pubblico e dei visitatori sarebbero grandi.
Perché parlare di un nuovo museo in Valle? Non abbiamo già la Ciäsa Granda e il Museo dell'arte grigione a Coira?
Dieter Jüngling alla Villa Garbald ha effettivamente chiesto se la Bregaglia è in grado di sopportare un centro dedicato ai grandi artisti. Incontriamo però spesso persone venute da altri Paesi apposta per scoprire il villaggio natale dei Giacometti, di Alberto in particolare. Ma queste persone hanno difficoltà a trovare i siti, le informazioni desiderate. C'è a nostro modo di vedere una richiesta molto forte di imparare di più, di confrontarsi con la storia, la vita e l'opera degli artisti. La Ciäsa Granda non è in grado di colmare tutte le aspettative, soprattutto per motivi di spazio. E il Museo dell'arte grigione a Coira è distante e non focalizza sugli artisti bregagliotti, anche se si serve di loro per presentare il patrimonio culturale grigionese. Arnoldo Giacometti è stato chiaro: «Noi bregagliotti abbiamo il diritto di fare qualcosa!» E Beat Stutzer, direttore del Museo di Coira, ci ha fatto coraggio dicendo che non necessariamente ci debba essere un solo Museo grigione ubicato nella capitale. Lo spazio è limitato anche a Coira, e in una struttura decentralizzata potrebbero venir presentate opere che oggi aspettano tempi migliori nelle cantine del Museo. Grazie all'iniziativa di Tina Mott in Bregaglia è iniziata una discussione che forse porterà a un progetto questa volta davvero concreto.
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"Ho visto il progetto di Tina Mott nell'Atelier di Alberto ed ho pure partecipato alla discussione al Roccolo a Castasegna. Devo dire che qualcosa da fare c'è, senz'ombra di dubbio!" Invece tu cosa ne pensi? Bisogna fare qualcosa a questo proposito in valle? Siamo in grado di sopportare un simile progetto? Ne siamo sostanzialmente all'altezza? Partecipa al Forum del Portalebregaglia creato appositamente!
Revisione della legge sulla caccia: sì o no? Facile: sì!
…Di solito comincio ad informarmi sulle diverse votazioni cantonali o federali una settimana prima della votazione vera e propria alle urne. Questa votazione invece mi ha preso veramente sin dall’inizio siccome vivo in una valle fantastica dove si pratica la caccia e anche perchè amo la natura, gli animali ed il loro equilibrio. Il mio interesse per questa votazione è aumentato dopo aver letto nella Südostschweiz che l'avviso della propaganda contro la revisione, raffigurante una femmina di capriolo e piccolo con un mirino sopra, era un fotomontaggio! Così mi sono informato leggendo il maggior numero di articoli sui diversi giornali creando involontariamente una specie di ricerca; una ricerca molto importante perché bisogna far capire a tutti i cittadini di che si tratta veramente. È troppo facile ed anche da codardi puntare a quella parte di popolazione più sensibile e malinformata con un’immagine manipolata raffigurante un povero piccolo in stile “Bambi” che tra parentesi in Novembre è grande quasi quanto la madre!
Dopo aver letto le testimonianze degli esperti (ripeto: esperti) Georg Brosi, Reinhard Schnidrig, Christian Riffel, Jürg Paul Müller come pure quella di Ugo Maurizio ;o) devo dire che anche io voterò di SÌ siccome questa revisione comporta una miriade di punti favorevoli ad un equilibrio naturale più “al naturale” possibile e favorisce pure un maggior abbattimento di capi durante la caccia ordinaria così ammortizzando la caccia speciale. Anche io sono curioso e vorrei sapere i punti veramente negativi di questa revisione sempre che ce ne fossero. Saluti a tutti, Davide Fogliada (non cacciatore)
Tratto dal Forum del Portalebregaglia
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Ciao a tutti! La mia versione dei fatti l'ho scritta nel mio sito e non ritengo opportuno di ricopiarla qui in questo forum siccome vorrei dire due parole sulle "voci" che continuo a sentire e a leggere ovunque:
Penso che questi siano i punti più critici che bisognerebbe osservare. Infine aggiungo che ci sarà un motivo se tutti questi esperti, consiglieri e chi più ne ha più ne metta siano daccordo. O sono diventati tutti dei sadisti oppure un voto favorevole è veramente la cosa giusta. Sono pronto approfondire sui punti sopra elencati se fosse necessario e alla correzione di eventuali sbagli visto che non sono un cacciatore. Chiedo scusa se sono stato un po' duro ma non è leale basarsi su fatti INESISTENTI. Saaaalve! Tratto dal Forum de il bernina ------------------------------------------------------------------------------------------------ Ciao a tutti! Grazie di avermi risposto così tempestivamente! Secondo me ci sono delle similitudini tra le persone che dicono di votare SÌ e quelli che dicono di votare NO. Il punto principale resta che se la revisione passasse quelli che avranno votato di sì raggiungerebbero il loro obbiettivo e se invece non passasse gli sfavorevoli non raggiungerebbero il loro "vero" obbiettivo (CACCIA SPECIALE, PROTEGGERE MAGGIORMENTE IL CAPRIOLO, ANIMALI GRAVIDI E PICCOLI, ETC.), no? Ora senza soffermarmi sui dettagli concludo dicendo che nel commento di Martina Cortesi leggo tanta speranza, buone idee e motivazione. Lei non è l'unica a pensarla così e allora penso che questa revisione sarà la prima di tante altre revisioni visto che c'è tanto interesse nel cambiare il sistema della caccia. Prego quindi i responsabili di far sentire la voce di tutte queste persone anche "più in alto". Come già ha detto Romano Rossi e in riferemento a ciò che ho scritto sopra il modo per comunicare la voglia di cambiare è il voto in bianco e non il no...
Tratto dal Forum de il bernina ------------------------------------------------------------------------------------------------
Votando NO la caccia speciale resta!
Per principio non darei MAI il mio voto ad un "partito" che utilizza fotomontaggi volutamente falsati per influenzare le persone sensibili e malinformate. Al massimo dò scheda bianca!
La decisione di uccidere un capriolo la prende il cacciatore e mica un votante. Conosco cacciatori che pur vedendo un capriolo cacciabile non lo abbattono.
Infine girano pure voci di ogni genere del tipo "LA NATURA SI REGOLA DA SOLA"... Non mi convince molto questa affermazione paragonata alla nostra situazione. Non è durato tanto il lupo in Bregaglia, quindi pensiamo realisticamente e non filosofiamo. Sono proprio affermazioni completamente fuoriluogo che influenzano le persone contro la caccia, contro le armi etc.
Finanza Gioventù Bregaglia...
Tema toccato nel post precedente riguardo all'alcol è quello dei fondi della Gioventù Bregaglia... Il senso del Castelmur non è certo quello di fare dei soldi ma comunque fanno sempre comodo cento franchi in più per poter riparare il calcetto, permettersi qualche festa senza entrata a pagamento o qualche escursione fuori valle e sicuramente non è piacevole dover lottare risparmiando su tutto per non finire l'anno in deficit... Avete proposte che potrebbero aiutarci un po'? Prego: "Let's write"!
Proibizionismo al Castelmur... Perché?!?
Mi permetto di proporre questo tema più volte discusso e quasi sempre presente alle assemblee GB ma mai senza esito "positivo". Mettiamola come vogliamo ma questa decisione impostataci dalla Regione Bregaglia / Circolo (?) ci ha letteralmente tagliato i fondi (vedi post seguente) e ha pure danneggiato l'attrazione del nostro bar dal punto di vista di una variegata scelta di bibite, cocktails, etc... Vorrei sfruttare questo post per proporre motivi validi per questa nonvendita di superalcolici al Castelmur. Se ne avete vi prego di elencarli.





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